Salve,
La protesi peniena può risolvere i miei problemi di erezione, conseguenti a prostatectomia radicale?

Gentile lettore,
La chirurgia per tumore della prostata è ai giorni nostri una delle cause più frequenti di grave disfunzione erettile. Questo vale per tutte le diverse tecniche di prostatectomia: chirurgica tradizionale, laparoscopica, robotica. Anche nei casi in cui la malattia tumorale è localizzata e permette di eseguire delle tecniche di prostatectomia con risparmio dell’innervazione dell’erezione (tecniche “nerve sparing”), la conservazione dell’erezione è lontana dall’essere sempre garantita.

Tra i possibili trattamenti a disposizione per il deficit erettile la protesi idraulica rappresenta di gran lunga la soluzione con il più alto livello di gradimento da parte sia dell’uomo con protesi, che della sua partner, anche nei casi di prostatectomia. La protesi idraulica tricomponente è costituita da un sistema a circuito chiuso costituito da due cilindri che vanno inseriti nei corpi cavernosi del pene, da un dispositivo di controllo posto nello scroto, e da un serbatoio riempito di soluzione fisiologica (cioè acqua sterile) posizionato tra pube e vescica. L’erezione che si ottiene è di ottima rigidità, praticamente indistinguibile da un’erezione normale, la sensibilità e la capacità di raggiungere l’orgasmo sono immodificate rispetto a prima dell’intervento. L’erezione ottenuta con la protesi si mantiene fino a quando l’uomo decide di interromperla.

L’evoluzione della tecnologia consente di disporre ora di nuovi serbatoi, poco ingombranti, che possono essere inseriti anche nell’ambito della parete dell’addome. Ciò costituisce un sicuro vantaggio in chi ha subìto una prostatectomia, infatti fino a poco tempo fa la reazione cicatriziale/aderenziale che spesso si forma nell’area tra vescica e pube dopo l’intervento, rende difficile e rischioso inserire in questa zona il serbatoio. Spesso si ricorreva quindi a protesi idrauliche bicomponenti o protesi non idrauliche, con risultati cosmetici e funzionali decisamente inferiori rispetto ai modelli tricomponenti. Con la disponibilità dei nuovi serbatoi anche chi ha subìto una prostatectomia radicale può avere tutti i benefici dei modelli tricomponenti, senza rischi aggiuntivi.