Un numero di osservazioni scientifiche sempre maggiore sta mettendo in evidenza come il particolare meccanismo dell’ erezione renda la funzionalità del pene una spia molto importante della salute cardiovascolare e metabolica dell’ individuo. Il pene è infatti l’ unico organo del corpo umano che, a seconda del suo diverso stato funzionale (flaccidità o erezione), passa da valori interni di pressione vascolare di pochi mmHg (valori tipici di una “vena”) a valori pressori intorno anche a 100 mmHg, cioè di tipo “arterioso”. Il normale funzionamento del pene richiede pertanto un’assoluta integrità soprattutto delle arterie che portano sangue al pene (arterie cavernose), ed anche del tessuto che compone il pene stesso (corpi cavernosi).La necessità di questo elevato grado di efficienza spiega come a volte alcune malattie vascolari, come la malattia coronarica del cuore, diano a volte come loro primo segno proprio una difficoltà di erezione. La difficoltà di erezione e la malattia coronarica condividono infatti gli stessi fattori di rischio, a tal punto che la disfunzione erettile è oggi considerata come una possibile ‘spia’ di una patologia cardiaca o coronarica, per il resto silente.
Similmente tutti i fattori rischio cardiovascolari (fumo, sovrappeso, sedentarietà, ipercolesterolemia, eccetera) costituiscono anche dei fattori di rischio per l’erezione. E’ fortunatamente vero anche che muoversi di più, mangiare meno, non fumare e bere mezzo bicchiere di vino rosso a tavola possono costituire non solo per la cardiologia ma anche per la funzione sessuale un mezzo per prevenire e per curare. Un recentissimo studio prospettico effettuato negli Stati Uniti (Harvard) su oltre 20.000 uomini seguiti per quasi venti anni conferma che l’obesità e il fumo di sigarette sono fortemente associate a un rischio più alto di difficoltà erettile, mentre una regolare attività fisica ha un impatto significativo nel ridurne il rischio (1). Secondo gli Autori della ricerca non vivere secondo regole sane comporta un rischio di difficoltà di erezione più che doppio se l’ età è maggiore di 55 anni, e ben quadruplo per età inferiori.

Bibliografia:

1. Bacon CG, Mittleman MA, Kawachi I, Giovannucci E, Glasser DB, Rimm EB.A prospective study of risk factors for erectile dysfunction. J Urol, 2006;176(1):217-21